sabato 9 gennaio 2016

Seminario di Costellazioni Familiari dalla cena di venerdì 26/2 al pomeriggio di domenica 28/2/2016



Seminario di  Costellazioni Familiari


“I nostri amori”

SENZA RADICI NON SI VOLA


 

Mediatore: dott. Stefano Saviotti Accompagnatrice: dott.ssa Diana Marchesi 

Data: dalla cena di venerdì 26/2 al pomeriggio di domenica 28/2/2016

 Luogo: agriturismo Pianconvento Bagno di Romagna (FC). Costo del soggiorno: € 130 comprensivi di due giorni di pensione completa, break e utilizzo della palestra

Costo del seminario: € 120.00 (coppie € 200.00, bambini e adolescenti gratis)  più tessera associativa RuYi € 15.00

Informazioni ed iscrizioni: mail: info@ruyi.it , sito: www.ruyi.it  tel. 051553210

Agriturismo Pianconvento: mail: franca@pianconvento.it  sito: www.pianconvento.it  tel: 3386988001 Franca

 Erboristeria La Casa della Natura: mail: jitkar25@gmail.com  tel. 3296914551.

 

   Al nostro sentimento d’amore, fanno da guida cinque amori, ognuno con la propria forza e con la propria cecità, a partire dai quali viviamo anche tutti gli altri: l’amore per i genitori, l’amore per i fratelli, l’amore per il partner, l’amore per i figli e l’amore per gli amici. A questi, che si rivolgono a persone, si aggiunge un sesto tipo d’amore, un amore impersonale: l’amore per il clan, per l’etnia, per la patria, per un’idea, per un dio.    Il primo amore di tutti gli umani è, qualunque cosa sia successa, quello per i genitori. L’amore per coloro i quali ci hanno dato la vita è il passaggio attraverso cui impariamo ad amare. Questo amore dovrebbe evolvere con il crescere dell’età, anche se non sempre succede. Tutti siamo figli, la fedeltà è il nostro primo sentimento, che lo sentiamo o no. Abbiamo solo la scelta di continuare a essere figli bambini o diventare figli adulti.    Il secondo amore è per i fratelli. Questo amore è fondato sulla difficile arte della giustizia, sull’equa distribuzione delle risorse e delle fatiche di cui è dotato il sistema d’origine. Ci sono i fratelli maggiori, quelli che c’erano già quando siamo arrivati noi, e i fratelli minori, quelli che sono venuti dopo. Essere fratelli significa anche spartirsi l’eredità dei genitori, i beni e i pesi. I fratelli dovrebbero essere grati gli uni verso gli altri per la possibilità di dividersi l’eredità: quelli più in difficoltà sono quelli che portano il peso maggiore, quelli più fortunati non possono sottrarsi al dovere di essere d’aiuto.    I genitori, con ci  di cui sono portatori, e i fratelli costituiscono il nucleo fondamentale del sistema d’origine. Tutti gli altri amori sono successivi e sono improntati da questi. Ci sono persone che non vivono altri amori che questi. Ci sono persone che vivono altri amori solo in funzione di questi. Sentire tutta la forza di questi legami è il primo passo inevitabile per dare un senso al nostro sentimento d’amore, sia che rimanga all’interno del nostro sistema d’origine, sia che dia vita ad un sistema nuovo.    L’amore per il partner è il tipo d’amore che crea, tramite l’intimità sessuale, la consanguineità. Per il coraggio che comporta, come grandezza dovrebbe essere il primo, ma biologicamente viene dopo i precedenti e quindi ha l’onere di rispettarli. L’amore di un uomo e di una donna, per quanto così frequente, ha qualcosa di miracoloso. Due esseri così diversi che ogni giorno accettano di mettere da parte qualcosa di sé per fare spazio all’altro o, viceversa, di mostrarlo, scoprendosi davanti all’altro… Chi osa questo e, così facendo, si rende disponibile a creare la vita ha un merito speciale su questa terra.    L’amore per i figli è l’unico amore monodirezionale: i genitori danno e i figli ricevono. Si chiacchiera molto di “genitorialità”, ma la pratica delle costellazioni conferma che la quasi totalità di questo amore si esercita con la generazione. L’accudimento è senza dubbio un dovere obbligatorio, ma le sue carenze non riescono a oscurare la grandezza della generazione. Molte scuole di psicologia criticano con troppa facilità il compito dei genitori e, così facendo, non aiutano i figli a crescere. Se così non fosse, se i genitori accettassero con le critiche lo scambio dei ruoli, come starebbero i figli? Non si sentirebbero forse più importanti, ma, in fondo, orfani?    L’amore per gli amici pu  essere molto intenso, ma generalmente cede il passo di fronte agli altri amori. A meno che il cameratismo non sia messo al servizio di uno di essi: a volte si amano gli amici per non tradire i genitori. Altre volte, in guerra o durante incidenti e catastrofi naturali, si condivide la sopravvivenza stessa con i compagni di sventura e questo è sufficiente a creare un legame che occorre onorare.    C’è un altro tipo d’amore al di fuori della famiglia. Alcuni pensano che l’amore per la propria gente, clan, partito o classe sociale, l’amore per la patria, per la religione, per Dio possa essere il più elevato. Gli amori impersonali sono molto coinvolgenti e possono raggiungere una grande profondità, perché si basano sullo stesso sentimento che ci lega ai genitori: la fedeltà che diviene fede. La misura della loro grandezza è la stessa: quanto rispettano gli ordini basilari della vita, senza spingere chi li vive a essere inumano.